Review

On Metal Hammer Italia a new review of our album “One Light Year”

Andrea Schwarz on Metal Hammer Italia web site reviewed our album “One Light Year”

I Marygold sono un quintetto originario di Verona, provengono quindi da quell’Italia che ha nel suo dna il progressive rock che ha dato la luce ensemble come PFM, Banco Del Mutuo Soccorso e moltissimi altri, sembrerebbe un mero esercizio di stile andare a nominare quanto la tradizione prog sia presente nel sottobosco musicale del Belpaese.

I Marygold hanno cominciato i loro primi passi nel panorama musicale come cover band di bands quali Genesis e Marillion nella metà degli anni novanta ma incidendo il primo full lenght addirittura dieci anni dopo, precisamente nel 2006 con ‘The Guns Of Maygold’ che ha suscitato un buon riscontro di pubblico e critica senza però garantire ai musicisti coinvolti di poter vivere solamente grazie alla propria musica. Ed è così che la vita di tutti i giorni prende il sopravvento lasciando ai Marygold la stessa voglia immutata di far musica, di andare avanti ed è così che siamo arrivati alla pubblicazione del secondo album intitolato emblematicamente ‘One Light Year’. Certo, la produzione non è di quelle che possa essere tramandata ai posteri, i suoni sono sempre un pò poveri e troppo esili ma a ‘salvare’ il disco sono (fortunatamente) i sette brani qui presenti.

Stilisticamente quanto proposto dai nostrani Marygold è un prog di chiaro stampo britannico offrendo praticamente a tutti gli appassionati del genere quanto questi si aspetterebbero: una buona base melodica condita da passaggi strumentali epici dove si stagliano discordanti assoli di chitarra e tastiera. Quanto colpisce e che si fa fatica un pò a comprendere è lo stile vocale di Guido Cavalleri, è una voce espressiva e per così dire concisa che necessita di un pò di tempo per abituarsi. Se state cercando qualcosa di complesso, Prog Rock con influenze per così dire moderne….avete sbagliato completamente strada.

Qui tutti i fan di Marillion, IQ, Pendragon e Genesis troveranno pane per i loro denti, nessuna menzione particolare per l’originalità della proposta ma va premiata la loro verve ed ispirazione come avviene ad esempio in ‘Spherax H2O’, più di dodici minuti nei quali tutte le varie sfaccettature del loro sound vengono fuori prepotentemente: epicità, romanticismo, musicalità e padronanza dei propri strumenti. Ci sentiamo di promuovere ‘One Light Year’, probabilmente avessero potuto godere di una produzione maggiormente incisiva e per così dire moderna si sarebbero fatti apprezzare maggiormente ma anche se le idee non proprio originalissime sono comunque godibili dopo alcuni attenti ascolti.


 

The Marygolds are a quintet from Verona, they come from Italy that has in its DNA the progressive rock that gave birth to ensembles such as PFM, Banco Del Mutuo Soccorso and many others, it would seem a mere exercise of style going to name the extent to which the prog tradition is present in the musical undergrowth of the country.

The Marygold began their first steps in the musical scene as cover bands of bands such as Genesis and Marillion in the mid-nineties but recording the first full lenght even ten years later, precisely in 2006 with ‘The Guns Of Maygold’ which has aroused a good response of public and critics without ensuring that the musicians involved can live only with their own music. And that’s how everyday life takes over, leaving the Marygolds with the same unchanged desire to make music, to move forward, and that’s how we arrived at the release of the second album emblematically titled ‘One Light Year’. Of course, the production is not one that can be passed down to posterity, the sounds are always a bit poor and too thin but to ‘save’ the disc are (fortunately) the seven tracks here.

Stylistically, what our Marygold brothers have proposed is a clearly British prog offering practically all fans of the genre what they would expect: a good melodic base seasoned with epic instrumental passages where discordant guitar and keyboard solos stand out. What is striking and what is hard to understand is Guido Cavalleri’s vocal style, he is an expressive and so to speak concise voice that needs some time to get used to. If you’re looking for something complex, Prog Rock with so to speak modern influences…you’ve got it all wrong.

Here all fans of Marillion, IQ, Pendragon and Genesis will find bread for their teeth, no special mention for the originality of the proposal but their verve and inspiration should be rewarded as it happens for example in ‘Spherax H2O’, more than twelve minutes in which all the various facets of their sound come out overwhelmingly: epicity, romance, musicality and mastery of their instruments. We feel we are promoting ‘One Light Year’, probably they could have enjoyed a more incisive and so to speak modern production would have been appreciated more but even if the ideas not really original are still enjoyable after some careful listening.

 

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