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“One Light Year” is promoted with full marks by Arlequins.it

An important review of our new album #OneLightYear on Arlequins – Progressive Rock Webzine by Valentino Butti.


 

I veronesi Marygold si formarono a metà anni novanta dopo lo scioglimento dei Wildfire, una band dedita alla riproposizione di brani dei Marillion era-Fish. Iniziarono subito a comporre brani propri e a presentarli live, ma è solo nel 2005 che riuscirono a pubblicare l’album d’esordio “The Guns of Marygold”. Problemi personali e logistici non hanno comunque scoraggiato i membri del gruppo che ora si ripresentano in forma con “One Light Year”. Della line-up originaria rimangono Massimo Basaglia (chitarra), Stefano Bigarelli (tastiere) e Marco Pasquetto (batteria), anche se il cantante Guido Cavalleri (precedentemente membro di una Genesis cover band) ed il bassista Alberto Molesini (di recente sostituito da Marco Adami) sono comunque componenti di lunga data.

Sette i brani della raccolta (uno strumentale) a cui quasi ogni componente del gruppo (presenti e passati) ha contribuito con la propria sensibilità e le proprie liriche. Ecco allora l’amore protagonista in “Travel notes on Bretagne”; le esperienze generazionali di padre e figlio affrontate in “15 years”; l’amicizia, il coraggio, la riconoscenza, il sapere accettare la diversità filo conduttore in “Spherax H2O” ed altro ancora.

In un album omogeneo e di buon livello spiccano le due mini-suite “Spherax H2O” e “Lord of Time”. La prima presenta echi dei Genesis, tra inserti acustici e soffici aperture sinfoniche; non manca il flauto di contorno ed il buon cantato di Cavalleri. Il tutto eseguito in punta di piedi, raffinato, mai eccessivo o ridondante. Anche “Lord of Time” è intriso di Genesis sound, “filtrato” attraverso l’universo Marillion ed il new prog inglese degli ’80 con, in particolare, degni di nota i notevoli interventi della chitarra di Basaglia. Come dicevamo sono l’omogeneità e la compattezza dei brani a dare un connotazione favorevole all’album. Sono oltremodo da segnalare “Ants in the sand”, con il decisivo intervento della voce di Irene Tamassia, importanti spunti melodici ed un bel “punch” ritmico. La calda voce di Cavalleri è protagonista in “15 Years” dagli spunti decisamente marillioniani. Molto bello l’unico strumentale, “Without stalagmite”, che, dopo un inizio marziale ed una fase delicatissima condotta dalla chitarra acustica, sfocia in un arioso pezzo a cavallo tra Camel ed ancora Genesis.

“One Light Year” è, dunque, promosso a pieni voti: un lavoro che si fa apprezzare dall’inizio alla fine, un deciso passo in avanti rispetto all’esordio e la dimostrazione che si può fare ancora del new prog “solido” e di buon livello, senza eccedere in virtuosismi ed in “svolazzi” eccessivi ed i Marygold ne sono la dimostrazione.

 


 

The Marygold were formed in the mid-nineties after the dissolution of the Wildfire, a band dedicated to the reproposition of songs by Marillion era-Fish. They immediately started composing their own songs and presenting them live, but it wasn’t until 2005 that they were able to publish the debut album “The guns of Marygold”. However, personal and logistical problems have not discouraged the members of the group who are now coming back in shape with “One light year”. Of the original line-up remain Massimo Basaglia (guitar), Stefano Bigarelli (keyboards) and Marco Pasquetto (drums), although singer Guido Cavalleri (previously member of a Genesis cover band) and bassist Alberto Molesini (recently replaced by Marco Adami) are however longstanding components.

Seven pieces from the collection (one instrumental) to which almost every member of the group (present and past) contributed with their own sensibility and lyrics. Here, then, is the protagonist of love in “Travel notes on Bretagne”; the generational experiences of father and son faced in “15 years”; friendship, courage, gratitude, knowing how to accept diversity as a common thread in “Spherax H2O” and more.

The two mini-suites “Spherax H2O” and “Lord of time” stand out in a homogeneous and good quality album. The first presents echoes of the Genesis, including acoustic inserts and soft symphonic openings; there is no lack of the flutter and the good singing of Cavalleri. All performed in tiptoe, refined, never excessive or redundant. Lord of time “is also imbued with Genesis sound,” filtered “through the Marillion universe and the English new prog of’ 80 with, in particular, worthy of note the remarkable interventions of Basaglia’s guitar. As we said, it is the homogeneity and compactness of the tracks that give the album a favorable connotation. Ants in the sand “Ants in the sand”, with the decisive intervention of Irene Tamassia’s voice, important melodic ideas and a beautiful rhythmic punch. Cavalleri’s warm voice is the protagonist in “15 years” with decidedly Marillionian ideas. Very beautiful the only instrument,”Without stalagmite”, which, after a martial start and a delicate phase led by the acoustic guitar, results in an airy piece between Camel and Genesis.

One light year “is, therefore, promoted with full marks: a work that is appreciated from beginning to end, a decisive step forward compared to the beginning and the demonstration that can still be made of the new prog” solid “and good level, without exceeding in virtuosity and excessive” fluttering “and Marygold are the demonstration of it.

Translated with www.DeepL.com/Translator

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