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Marvellous words by Carmine Pongelli in his blog Dimanga

Carmine Pongelli, musical blogger, wrote a visionary article regarding the evolution of progressive rock where he reviewed our new album One Light Year.


Prendiamo i veronesi Marygold, per esempio, dopo undici anni dal primo CD “The guns of Marygold”, molto Marillion oriented, hanno appena pubblicato “One light year”, in cui il verbo della Charterhouse School band si fa più forte (o almeno così pare che Peter Gabriel chiami i vecchi Genesis).

Un disco che merita di essere ascoltato.

Sette brani corposi con una una bella tavolozza di suoni moderni e “vintage” i cui colori dipingono una miscela di emozioni, di “paintings” sonori che ricordano cose che vanno da “Trespass” a “Duke” passando per i Marillion del periodo Fish.

Sezione ritmica rocciosa, tastiere in primo piano, chitarre in grande spolvero (poco Hackett style, più Steve Rothery e Daryl Stuermer direi) e una voce il cui timbro sta fra PG, Fish e Bernardo Lanzetti, canto non esattamente potente ma sempre placidamente a suo agio nel bozzolo musicale dei Marygold.

Molto belli i due brani lunghi, “Spherax H2O” e “Lord of time”, pieni di cambi di tempo, di una grande varietà di atmosfere, di modulazioni particolarmente efficaci, di giochi ritmici, di tessuti sonori sempre piacevoli, profusione di Hammond, piano e Mellotron i cui intrecci assieme a quelli delle chitarre, sempre scintillanti, danno un grande valore aggiunto alla musica dei Marygold.

Impossibile non pensare a “The Lamia” in “Travel notes on Bretagne”, acquerello crepuscolare di ricordi di viaggio, come si evince dal titolo non esattamente in linea con il tipico ermetismo testuale del prog, dal ritornello molto suggestivo.

Qua e là si percepisce un suono à la “Squonk”, un “The cinema show”, qualcosa da “Foxtrot” e “Nursery crime”, un occhiolino a Emerson Lake & Palmer, ho percepito pennate di chitarra acustica in odore del III album degli Zeppelin, un po’ di Procol Harum, Moog solos che riportano ai tempi belli di Flavio Premoli (anche se il campionamento dello storico Mini non è perfettamente centrato ma si sa che nulla suona come lo strumento originale, più riconoscibile l’ARP di Tony Banks), un impasto che “profuma di colla bianca”, persino una citazione ravvicinata del terzo tipo di John Williams.

Ciò non vuol dire che la musica dei Marygold sia un semplice collage di cloni, anzi, i ragazzi hanno una bella personalità e nell’ambito del genere neoprog sicuramente il loro è un disco che vale e che merita un posto in prima fila nelle collezioni degli appassionati.


 

Take the Veronese Marygold, for example, eleven years after the first CD “The guns of Marygold”, very Marillion oriented, have just released “One light year”, in which the verb of the Charterhouse School band gets stronger (or so it seems that Peter Gabriel calls the old Genesis).
A record that deserves to be heard.

Seven full-bodied songs with a beautiful palette of modern and vintage sounds, whose colours paint a mixture of emotions, sound “paintings” reminiscent of things ranging from “Trespass” to “Duke” passing through the Marillion Fish period.

Rocky rhythmic section, keyboards in the foreground, dusty guitars (little Hackett style, plus Steve Rothery and Daryl Stuermer I would say) and a voice whose timbre is between PG, Fish and Bernardo Lanzetti, singing not exactly powerful but always placidly at ease in the musical cocoon of Marygold.

Very beautiful the two long songs,”Spherax H2O” and “Lord of time”, full of time changes, a wide variety of atmospheres, particularly effective modulations, rhythmic games, always pleasant sound fabrics, profusion of Hammond, piano and Mellotron whose interlacements together with those of the guitars, always sparkling, give a great added value to Marygold’s music.

It is impossible not to think of “The Lamia” in “Travel notes on Bretagne”, a twilight watercolour of memories of travel, as can be seen from the title not exactly in line with the typical textual hermeticism of prog, from the very suggestive refrain.

Here and there you can hear a sound à la “Squonk”, a “The cinema show”, something like “Foxtrot” and “Nursery crime”, a glance at Emerson Lake & Palmer, I perceived pinnate of acoustic guitar in smell of Zeppelin’s III album, a little bit of Procol Harum, Moog solos that bring back to the beautiful times of Flavio Premoli (even if the sampling is not very good…

This does not mean that Marygold’s music is a simple collage of clones, on the contrary, the boys have a beautiful personality and within the neoprog genre theirs is definitely a record that is worthwhile and that deserves a place in the front row in the collections of fans.

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