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Abbiamo iniziato a registrare il CD "The guns of Marygold" nel dicembre del 2002 con
l'obiettivo di produrre un demo ascoltabile che potesse servire
come biglietto da visita per farci conoscere all'esterno della
nostra "cantina". Nell'autunno del 2005 finalmente abbiamo
concluso il nostro primo album, totalmente autoprodotto, che
raccoglie quello che riteniamo sia il meglio della nostra
produzione degli ultimi dieci anni. Il risultato ci sembra al di
sopra delle nostre aspettative, e ci riteniamo pertanto
soddisfatti; vorremmo però un giudizio da parte vostra, quindi
se quanto vedete (e sentite) in questo sito vi stuzzica, non
esitate a
scriverci
per avere il materiale completo. |
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Contenuto del CD |
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Traccia |
Testo |
Musica |
Anno di composizione |
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Hara-kiri show
Crows on the tree
Marygold
Sunflowers
Tania stands...
The wizard |
Adami
Pomari/Adami
Pomari/Adami
Adami
Adami
Pomari |
Marygold
Marygold
Marygold
Marygold
Pomari/Marygold
Marygold |
1999
1997
1998
1999
1996
1995 |
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Hanno suonato nel
disco:
Guido - voce, flauto traverso
Stefano - tastiere, cori
Massimo - chitarre, basso
Marco (Jack) - batteria, cori
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Alla sezione Testi
& mp3 troverete i testi e degli estratti di circa 30
secondi di ogni brano. |
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Composizione e testi
Come componiamo i nostri brani? Sicuramente ogni traccia ha una
storia a sè ma vi sono alcune situazioni che ogni volta si
ripropongono. Normalmente il nostro approccio è: prima la musica
poi, in base alle sensazioni che questa genera, il testo. In
genere le nostre canzoni nascono attorno ad un'idea, un riff che
chiunque all'interno del gruppo può proporre. Il primo lavoro è
quello di improvvisare partendo da questa idea e, fondamentale,
registrare tutto. Abbiamo, infatti, ore ed ore di
improvvisazioni che non si sono ancora trasformate in brani. Con
queste improvvisazioni di solito si cerca di dare una struttura
logica alla traccia studiando i passaggi tra le varie sezioni
del brano e gli eventuali richiami melodici. Una volta definita
una struttura, anche sommaria della linea melodica e del canto,
normalmente il lavoro passa nelle mani di Massimo e Stefano che,
a quattro mani, lavorano ad un primo arrangiamento mentre,
contestualmente, si inizia a scrivere il testo (inizialmente
opera dell'ex cantante Michele, ultimamente
opera dell'ex bassista Marco). A questo punto è il lavoro
d'insieme in sala prove che porta alla conclusione del brano,
cosa che può durare moltissimo tempo: per il brano Marygold
abbiamo impiegato più di un anno e mezzo di lavoro!! In questa
fase infatti molto spesso la canzone viene anche interamente
stravolta, e i risultati possono essere totalmente inaspettati.
In
conclusione, potremmo dire che il nostro processo di
composizione è un'attività sinergica dove in ogni momento tutti
i componenti del gruppo portano liberamente il loro contributo.
Perchè i testi delle canzoni sono in inglese? Non c'è un motivo
particolare, e nessun preconcetto verso i testi in italiano, ma
forse il background di ognuno di noi ha fatto sì che l'inglese
meglio si sposasse con la musica che abbiamo creato; un
tentativo di "italianizzare" i testi c'è stato, ma sembrava di
sentire Branduardi con dei musicisti progressive... meglio
lasciar perdere.
Riguardo ai contenuti, si passa da storie di assoluta fantasia a
racconti attinenti la realtà, ma in ogni caso non è mai stata nostra
intenzione mandare alcun messaggio o comunicare alcuna morale. A
nostro avviso Michele e Marco hanno fatto un lavoro egregio!!! |
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Registrazione
Una volta presa la decisione di registrare i nostri brani, fu
chiaro fin dall'inizio che, essendo venuto a mancare
(musicalmente parlando...) il bassista, non si sarebbe potuto
seguire la strada della registrazione in presa diretta in uno
studio. Dunque, la sola alternativa valida sembrava essere
quella di effettuare le registrazioni di ognuno di noi in
momenti separati per poi riunire il tutto alla fine, ma
come procedere: affidarsi ad un professionista o fare tutto da
soli? Dopotutto un computer dovrebbe consentirci di fare questo
ed altro... All'unanimità
è stata scelta la seconda strada, anche se la sapevamo lunga, tortuosa
e rischiosa. Come
software abbiamo deciso di utilizzare Cubase VST24 montato su un PC pentium II con scheda
audio a 16bit integrata, rimasuglio di un cambio di
strumentazione dell'ufficio di Guido. La nostra esperienza in
fatto di registrazione digitale era nulla, la strumentazione che
avevamo non era professionale, ma aiutati da della buona
documentazione e da tanta voglia di sperimentare valeva la pena
di provarci.
Vista la complessità, da un punto di vista dei
tempi e delle scansioni ritmiche, dei nostri brani, la prima
cosa da fare non poteva essere che costruire per ogni canzone una traccia di
riferimento con il clock per il batterista. Con le registrazioni
delle tracce di
batteria ci siamo però subito scontrati con le problematiche
relative al
corretto posizionamento e bilanciamento dei microfoni. Alla
fine, dopo molti tentativi, la configurazione migliore è
risultata essere:
sei microfoni dinamici per grancassa, tom 12'', tom 13'', floor
tom, rullante, charleston; due microfoni a condensatore per la
ripresa panoramica dei piatti. Visto che la nostra scheda audio
aveva solamente due ingressi, tutti i
segnali provenienti dai microfoni sono stati mixati con il
nostro Mackie 1402VLZ su due canali stereofonici, senza
aggiungere alcun effetto e solo
con una lieve equalizzazione differente per ogni microfono.
Conclusa la batteria, era il turno della chitarra elettrica: registrazione
monofonica del segnale in uscita diretta dal multieffetto Roland
Gp16, nessun problema. Per le parti di chitarra
acustica dei brani Tania stands... e The wizard due microfoni dinamici
sono stati posizionati uno
in corrispondenza del foro del centrale della chitarra e l'altro
vicino all'attacco della tracolla, sempre sulla cassa armonica:
segnali puliti posizionati uno leggermente a destra e l'altro
a sinistra. Dopo la chitarra, il basso:
ora, chiamare basso quell'attrezzo con cui Massimo ha registrato
tutte le tracce è
impossibile, ma con l'intervento di un compressore in fase
di mixaggio siamo riusciti a farlo suonare in maniera decente. Le tastiere
hanno chiuso le sessioni di registrazione delle parti
strumentali senza particolari problemi, grazie anche
all'utilizzo del midi. Per
le parti di voce abbiamo dovuto lottare con i continui
raffreddori di Guido e con la qualità non eccelsa del nostro
microfono dinamico (la scelta di un microfono dinamico anziché
di uno a condensatore è stato forse il maggior errore che
abbiamo fatto) ed in fase di mixaggio abbiamo deciso di
registrare nuovamente alcune parti che non ci sembravano buone:
nella foto accanto vedete Guido che cerca un buon riverbero nel
bagno della nostra sala prove!! |
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Mixaggio Conclusa la fase di registrazione, dopo un'estate dedicata al
trasloco della sala prove con relativi lavori di
insonorizzazione, siamo partiti di buona lena a fare il mixaggio (nel
frattempo era già il novembre del 2004 - ndr). Il lavoro è
risultato più
difficile del previsto per tre motivi:
1- la nostra totale
ignoranza sulla tecnica di mixing
2-
problemi di ascolto: quello che suonava bene in sala era pessimo
se ascoltato sullo stereo di casa o in macchina
3- stavamo mixando un demo come se dovessimo fare "il disco
della nostra vita", peccando di perfezionismo nell'esaltazione
di questo o quello strumento a scapito della naturalezza dei
brani
Ma sbagliando si impara! E allora, senza perdersi d'animo, siamo
ripartiti da capo e senza grandi interventi di effetti,
ma solamente con un po' di compressione su batteria e basso,
siamo riusciti a fare un mix delle parti strumentali
soddisfacente. Per la voce però... la voce non ci piaceva, non
riuscivamo a farla suonare come quella dei CD che siamo soliti ascoltare...
e qui la decisione di affidarci ad un amico, professionista del
settore: Alessandro Gioia.
Alessandro ha preso le nostre tracce
di voce e le ha trattate come si tratta un prodotto
professionale. Risultato: strepitoso. Il commento di Massimo:
"Anche le seconde voci di Stefano sono diventate
gradevoli...". Infine, mixing delle tracce di voce con il
resto degli strumenti e, visti i risultati con la voce,
abbiamo affidato le tracce finali dei pezzi al nostro amico Alessandro per
la masterizzazione. Il risultato del nostro e del suo lavoro lo
potete ora ascoltare.
Alla fine di questa esperienza siamo molto soddisfatti
del risultato che ne è scaturito. Non ci sentiamo però di consigliare ad un
amico inesperto di seguire un percorso di questo tipo, a meno
che i suoi brani non siano strutturati in maniera più lineare
dei nostri...
Di sicuro, la prossima volta faremo in modo che a risolvere i
problemi tecnici di registrazione ci sia un professionista, e
noi penseremo di più a suonare... ad ognuno il suo mestiere !!! |
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